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sabato 28 maggio 2011

il testimone vip

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domenica 22 maggio 2011

"LA MAFIA DELLE CHECCHE" (ODERINT DUM METUANT)

“Il potere logora chi non ce l’ha”, disse una volta il divo Giulio. Quanto
vale ancora oggi quest’affermazione? Sembra piuttosto che sia l’esatto
contrario, visti i malumori e le tensioni prodotti dalla mia prima missiva.
Stravagante è stato lo sforzo di alcuni servitori dello Stato e di taluni
giornalisti di decifrare le mie motivazioni; patetica la voglia forsennata
degli amici del buon Matteo di assegnarmi un nome, per non parlare poi di
coloro che smessi gli occhiali da lettura, i bisturi, le calcolatrici, hanno
usato la tecnica delle “mezze parole”, bisbigliate, per sapere chi poteva avere
osato tanto. E io li vedevo nei giorni immediatamente successivi, parlare in
quella cartolibreria di via Vittorio Veneto, scrutare i passanti; li osservavo
attraversare piazza della Repubblica, rivolgere uno sguardo al santo patrono e
sperare in un errore, in un indizio; e sentivo, (e non ero il solo), i tremori
di alcuni preti locali, turbati dalle loro strane abitudini. Provano tuttora, a
distanza di mesi, ad ostentare tranquillità al bar di chi in altri tempi
distribuiva con i suoi allegri appalti tanti bei danari. Ma il pensiero sta là,
davanti all’ennesimo caffè. E se venissero a galla i veri affari, i veri
frequentatori delle segreterie politiche, quelli con i Ray-Ban o con i cappelli
da boss d’altri tempi, freschi di galera? Anche stavolta vi parlerò di ciò che
per i comuni cittadini avrebbe del clamoroso, se solo fossero informati. Se si
pensa alla distilleria Bertolino, ad esempio, solo gli stolti potrebbero non
capire chi ha interesse nell’attirare questo mostro in città: nessuno si è
accorto che a qualcuno oltre ai Baffi sono cresciuti più del previsto i conti
in banca ed i finanziamenti per le campagne elettorali? I veri marpioni sono
sempre un passo avanti, sempre pronti a cogliere la mela, sempre pronti a
speculare: ed è per questo che potremmo ritrovarci tra qualche anno con una
centrale nucleare nel nostro giardino di casa. Merito dell’onorevole Sindaco
che, silente, con la complicità del D’Alì, scalpita per installarne una proprio
in Contrada Bocca Arena, nei pressi del vecchio ristorante Kursaal. L’affare,
poco noto, che prometterà l’ennesima montagna di soldi, non sarebbe l’unico:
Nicola con la consulenza del vecchio-nuovo compagno di merende, Ignazio
Giacalone, si diletta nell’investire in Africa i soldi degli innominabili nell’
acquisto di imbarcazioni. Un modo semplice e veloce per ripulire il denaro
sporco. Chi non sta a guardare è di certo il giovane Scilla nonostante l’
impegno di ricostituire la Lega del Sud (idea che fu anni addietro di Leoluca
Bagarella). Il rampante delfino si inventa immobiliarista grazie alla nutrita
schiera dei suoi scagnozzi in consiglio comunale, i quali con le mani in pasta
nel piano regolatore, fanno contento l’onorevole regionale, che ha già visto
lungo in terreni riconvertibili nei pressi di Via Castelvetrano. Un modo per
sfamare gli appetiti famelici di chi vuole arricchirsi col cemento. L’onestà
travalica ancora la soglia degli uffici politici più quotati: è il caso, tra i
tanti, di un altro grande attore della criminalità mazarese, tale Vassallo, già
proprietario della Despar di Via Castelvetrano e Via Emanuele Sansone,
fiduciario di Pino Gricoli (affittuario di una bella villa a Tonnarella dove in
un recente passato l’onesto Matteo viveva libero ed indisturbato). Padre del
consigliere comunale Vito, si occupa di riconvertire soldi maleodoranti in
profumati euro da destinare alle tasche della propria famiglia, come testimonia
l’apertura di un centro scommesse al figlio minore, la vera lavatrice del pizzo
insieme ai negozi compro-oro. Vuoi che queste storie in fondo non si conoscano?
Si può persino intuire abbastanza facilmente che le vecchie famiglie mafiose
mazaresi, nonostante le loro riunioni in quel ristorante dorato sul Lungomare
San Vito, sono solo marchi di fabbrica a garanzia di grandi affari. Ma non è
così facile emulare i grandi capi che furono e che funestarono questa terra;
non basta che fratelli o nipoti prestino il loro cognome per dare smalto a chi
ardito non è, figuriamoci intelligente. E magari, da sottoposto, ti ritrovi a
dondolare uno come Jojò. Che pena! Ne sa qualcosa il povero Matteo, che troppo
malato, tenta in tutti i modi di tenere in piedi la baracca con grandi
difficoltà, incappando in errori marchiani nella scelta dei suoi nuovi
collaboratori, troppo inclini al chiacchiericcio. Nemmeno i suoi soggiorni da
insospettabile, l’ultimo dei quali a Ganci, gli permettono di stare tranquillo
nonostante l’aiuto di accorti imprenditori vicini alla sanità. E poi c’è un
bagaglio che sta cominciando a diventare pesante. Un fardello, quell’archivio
della mafia, che se venisse nelle mani di gente competente potrebbe dare una
mazzata alla politica italiana. Si potrebbe persino arrivare ad affermare che
ha fatto di più per la democrazia Totò Riina che i vari presidenti del
Consiglio che si sono succeduti negli ultimi venti anni. Ve lo immaginate il
gran capo, capro espiatorio? Proprio colui che ha dato mandato di parlare alle
alte sfere della politica sull’urgente riforma della giustizia: gliel’hanno
ricordato con l’omicidio di Enzo Fragalà, avvocato come il figlio di Renato
Schifani (che pochi giorni dopo riceverà una scorta con “massimo riserbo sulle
motivazioni”). Un messaggio chiaro al governo per far capire che chi sta nell’
ombra non dimentica. Nonostante le preghiere della moglie e del figlio non
pagherà nessuno, e non certo per inefficienza delle forze dell’ordine, ma
semplicemente perché l’assassino, mazarese, peraltro già utilizzato in passato
per altri omicidi legati a questioni di droga, è già tra le sbarre, dove non
riesce proprio a tenere la bocca chiusa. Nel frattempo il signor Abderazzak,
continua a cambiare casa: il suo passaporto, gentilmente offerto dagli amici
dell’ambasciata tunisina a Palermo ad alcuni esponenti mafiosi del trapanese,
gli permette di spostarsi con estrema semplicità, anche se ha smesso di
regalarsi lunghi soggiorni. Certo andarsene in giro come un tunisino è
divertente, in una città che ne è piena: a Mazara si è pure nascosto in un
appartamento in via Toniolo, proprio a due passi dalla Polizia di Stato.
Caro Matteo, io potrei anche continuare all’infinito. Mentre sorseggi il tuo
Moët & Chandon, che qualcuno per te ha comprato al Conad Superstore in via
Bessarione e che tanto ti fa male, ti vedo inquieto riflettere sulla tua causa.
Lo sai bene che qualcosa sta cambiando: non sei più in grado di controllare
tutto. Ti dirò di più: l’orso è ormai uscito dal letargo e ha scalato la
piramide di Cheope decretando la fine del tempo immobile. Alcibiade ti sta
aspettando. Game over.


Distinti saluti
Uno, nessuno, centomila

IL “NUOVO” CHE AVANZA

PUBBLICO DUE E-MAIL INQUIETANTI CHE MI SONO ARRIVATE


IL “NUOVO” CHE AVANZA
Se noi comuni cittadini ci crucciamo di quello che avviene nelle sedi parlamentari e di quanto il dominio Berlusconi incida sulla nostra situazione economica, c’è chi nella nostra Sicilia lavora accanitamente per prepararsi a sostituire il sultanato del premier e accaparrarsene poteri, controllo e soprattutto il vero nettare della politica: gli appalti (tecnicamente, “li picciuli”!). Pur credendo che esista effettivamente una lotta politica di mafia e antimafia, in realtà la vera battaglia è oggi tra mafia e…mafia. La prima porta gli scontati distintivi del PDL e dei neonati partiti, PID e FORZA DEL SUD. Il secondo schieramento, per nulla più onesto, annovera PD, UDC, FLI, MPA e API. Anche da noi si allestiscono gli schemi per governare la città e i suoi affari: se la piccola sinistra si sta ormai dissolvendo (sempre che sia mai realmente esistita), con le defezioni clandestine, ormai imminenti, dei due grandi leader Giorgio Macaddino e il fedele Giampiero Giacalone-Diadema (che approderanno a breve nel partito miccichelliano Forza del Sud), la maestosa destra è fervente nella suddivisione di poteri interni ed esterni ai partiti, squarciata sommariamente dal dualismo Cristaldi-Scilla (i due dal punto di vista personale sembrerebbe che provino, reciprocamente, sincero odio): in realtà condividono gli stessi obiettivi (sempre gli stessi dannatissimi danari!). Questa unione d’intenti è dimostrata dal comune referente, il grande ufficiale Ignazio Giacalone, che in campagna elettorale ha sostenuto il virtuoso delfino regionale, ma che adesso, più o meno tacitamente, appoggia la vecchia volpe nazionale, tanto che i due attualmente si tengono ininterrottamente in contatto. Il più giovane dei due politici, dalla sua segreteria, muove le fila di un intreccio che vede protagonisti soggetti “discutibili” di una nota associazione peschereccia, con i quali ordisce, attraverso terzi, l’acquisto di aziende in crisi attraverso finanziamenti della comunità europea. Nell’era dei social network si direbbe che Antonino Scilla ha stretto amicizia con la legge 488, tutto questo nonostante sia vessato dai debiti che cerca di ripianare attraverso le pratiche di demolizione dei suoi natanti, di cui lui stesso si occupa presso l’ARS. Il vecchio maestro, dall’alto della sua pregressa esperienza politica (vedi tangenti per la nascita di Mazara 2), “architetta” la genesi di un centro commerciale nella nuova e buia via Gaspare Morello. I meriti però vanno ripartiti con l’amico degli amici Macaddino (già invischiato nell’affare eolico), con l’ex legale di Totò Cuffaro e con lo stesso Scilla, per la gioia dei rappresentanti del Mandamento di Mazara che riceveranno in beneficienza un vitalizio da 40 milioni di euro. Il denaro sconosce problemi di amicizia, specie quando si parla poi di cifre che si attestano sui 100-120 milioni di euro: tale è l’ammontare dell’intero costo del porto turistico. Ecco perché proprio su questo punto si è trovato l’accordo sull’asse Cristaldi-Scilla: il sindaco ha negato al progetto presentato l’autorizzazione perché il capitale sociale dell’azienda era irrisorio, l’altro ha detto ai suoi consiglieri di fare opposizione. La verità è che il probabile investitore non apparteneva né alla prima né tantomeno alla seconda cricca. Si spiega dunque il perché della bocciatura e della conseguenziale ricerca di nuovi equilibri per spartirsi gli introiti di quel tratto di costa. Stessa sorte toccherà a diversi appezzamenti di terreno, attualmente comprati tramite presta-nomi di consiglieri comunali e assessori: questi fondi attualmente di scarsissimo valore sono destinati ad avere un aumento del proprio valore vertiginoso proprio perché saranno rivalutati nel prossimo piano regolatore votato proprio dai loro acquirenti. Insomma, grandi idee e grandi cifre per “grandi politici”. Ma l’immoralità e il compromesso pervadono livelli anche più bassi: accade che nel prestigioso Liceo Scientifico cittadino, una telefonata dall’ufficio del presidente del Consiglio Comunale, Pietro Marino (apprensivo, come ogni genitore, nell’istruzione del proprio figlio) obblighi il Dirigente scolastico a rimescolare i docenti di un corso depennando quelli non ritenuti all’altezza; succede che il consigliere Filippo Gabriele ripaghi i traffici di bianca farina facendosi promotore nella ridente borgata di Mazara 2 della musica neomelodica siculo-napoletana; avviene che il consigliere Roberto Frazzetta abbandoni forzatamente il Popolo della Libertà perché deluso dall’esclusione alla presidenza dell’Ato Belice Ambiente (nonostante i più si ostinino a tirar fuori il presunto rimborso per i danni subiti dalla sua azienda). Le scene meno edificanti travalicano (ma non troppo…) le mure del palazzo dei Carmelitani: è il caso di Carlo Adamo, eletto per ricompensa, revisore dei conti, grazie alla cordata Scilla & Co. Il commercialista, da anni fiero sostenitore del PD mazarese, diede durante la campagna elettorale la sua disponibilità a scendere in campo a fianco del deputato regionale. Come poi dimenticare Francesco Foggia, eletto consigliere comunale per via della situazione complicata del sindaco della vicina Campobello, Ciro Caravà, il quale deve a Pino Burzotta alcune migliaia di euro, tanto da costringerlo a restituire il dovuto attraverso cottimi fiduciari agli amici del noto mafioso locale. Tutto questo si svolge sotto l’occhio vigile ed interessato di colui che, a suo dire invisibile, tutto muove. A lui che con la sua forza penetrante e pervasiva attanaglia la nostra terra dedico questo mio ultimo pensiero: “Caro Matteo, tu che vivi nel caldo tepore dei focolari domestici mazaresi sappi che io ti vedo. Ti vedo fare la spola tra Torretta e la Tunisia con il tuo gommone a forma di pane. Ti vedo in quella farmacia di Mazara lavare via i tuoi malanni. Li vedo poi quei pizzini tuoi, volare, liberi come gabbiani, al Porto Nuovo. E vedo ancora il tuo sguardo preoccupato leggere queste parole. SAPPI CHE IO TI VEDO.”
Distinti Saluti.
Uno, nessuno, centomila

mercoledì 29 dicembre 2010

Un'aspirina al giorno toglie i tumori di torno

"L'aspirina (acido acetilsalicilico), che si può acquistare a poco costo in farmacia senza ricetta medica, è probabilmente il più potente farmaco che preso regolarmente quando si è in buona salute è in grado di ridurre nel futuro il rischio di decesso per tumore. Già alcuni studi pubblicati sulle più importanti riviste mediche del mondo avevano mostrato che chi consumava regolarmente aspirina aveva una mortalità significativamente inferiore per alcuni tipi di tumore. Ora un`importante studio pubblicato a dicembre sulla prestigiosa rivista inglese Lancet dimostrava che prendendo regolarmente un`aspirina si riduceva dopo 5 anni del 20% il rischio globale di morire di tumore e del 30% dopo 7,5 anni ( 30% per il tumore al polmone, 35% per quello all`intestino, 40% al colon, 60% all`esofago. ecc). Il beneficio si manifestava dopo 5 anni di presa giornaliera di un`aspirina (indipendentemente dalla dose) e cresceva nel tempo. L'aspirina, sintetizzata nel 1887 dal chimico tedesco Felix Hoffmann, è probabilmente con gli antibiotici il farmaco più straordinario e di maggior successo della storia. Oltre ad essere un analgesico, un antipiretico, un antiinfiammatorio, è utilizzato per curare alcune complicazioni della gravidanza, per la prevenzione primaria e soprattutto secondaria dell`infarto e dell`ictus ischemico. L'aspirina ha tuttavia anche degli effetti secondari il più importante dei quali è rappresentato dai sanguinamenti (ulcere) gastro-intestinali ( circa 1 caso ogni 1.000 persone all`anno che prendono giornalmente aspirina), inoltre essa può leggermente aumentare il rischio di ictus emorragico, rischio quest`ultimo abbondantemente compensato dalla riduzione di quello ischemico e di altri eventi cardiovascolari. Concludendo, il rapporto beneficio/ rischio è ampiamente favorevole al consiglio di raccomandare la presa quotidiana di un`aspirina a basso dosaggio (75 mg ) a partire dai 40-50 anni . Vista l`importanza del beneficio (diminuire il rischio di ammalarsi e morire per un tumore e di fare un infarto o un ictus ischemico) in rapporto agli effetti indesiderati è giudizioso non attendere ulteriori conferme scientifiche che, tra l`altro, se fondate su studi ancora da programmare, non saranno disponibili che tra una decina, se non una ventina di anni. Conferme che tra l`altro non potranno mai venire da studi finanziati dell`industria visto che l`aspirina è un farmaco “libero” da brevetti e che tutti possono copiare, inoltre il suo principio attivo ( l`acido acetilsalicilico ) è alla base di altri preparati con nomi diversi, come ad esempio l`Alka Seltzer. Che non valga la pena di perder tempo la pensa anche il professor Carlo La Vecchia dell`Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri che sul Corriere dell`8 dicembre scorso affermava “sono favorevole all`uso dell`aspirina anche perché ormai i tumori colpiscono una buona percentuale della popolazione”. Opinione identica quella del professor Peter Elwood dell'Università di Cardiff che ha studiato per 40 anni l`impatto dell`aspirina sulla salute e osserva come oggigiorno la decisione di prendere regolarmente un`aspirina va vista nella stessa ottica della promozione di stili di vita favorevoli alla salute. Di opinione diversa invece quella di Carmelo Iacono presidente della società italiana di oncologia medica che, sempre sul Corriere dell`8 dicembre, considera i risultati dello studio inglese “come indicativi e che dovranno essere verificati da ulteriori sperimentazioni prima di tradurli nella pratica medica”. Ora staremo a vedere se gli oncologi se la sentiranno di dare alla popolazione anche il consiglio di prendere un`aspirina a partire dai 40-50 anni oppure se preferiranno non dire nulla o sconsigliare per poi avere più ammalati di tumore su cui sperimentare, finanziati dall`industria, i cosiddetti nuovi farmaci “intelligenti” dal costo elevatissimo e che, per la quasi totalità, prolungano la vita da qualche settimana a qualche mese con effetti indesiderati sovente molto importanti. Non sarebbe per nulla sorprendente se anche gli oncologi da qualche settimana abbiano iniziato a prendere la sera prima di dormire, con un bicchiere di latte per proteggere la mucosa gastro-intestinale, una “baby” aspirina di 75 mg.". professor Gianfranco Domenighetti

giovedì 21 maggio 2009

giovedì 18 dicembre 2008

Nuntereggae più

Fa impressione come una canzone scritta nel 1978 (ben trenta anni fà) da Rino Gaetano sia ancora così attuale.
I problemi dell'Italia erano,sono,e resteranno sempre gli stessi...se non cambieremo mentalità!
AGIRE E NON DELEGARE!!!!

abbassare
nuntereggae piu'
abbassare
nuntereggae piu'
abbassare con le canzoni
senza patria o soluzioni
la castita'
nuntereggae piu'
la verginita'
nuntereggae piu'
la sposa in bianco il maschio forte
i ministri puliti
i buffoni di corte
ladri di polli
super pensioni
nuntereggae piu'
ladri di stato e stupratori
il grasso ventre dei commendatori
aziende politicizzate
evasori legalizzati
nuntereggae piu'
auto blu sangue blu
cieli blu amori blu
rock and blues
nuntereggae piu'
e a la la
nuntereggae piu'
dcpsi
nuntereggae piu'
dcpci
pcipsi plipri
dcpci pcidc
cazzaniga
nuntereggae piu'
avvocato agnelli
nuntereggae piu'
umberto agnelli
susanna agnelli
monti pirelli dribbla causio
che passa a tardelli
antognoni zaccarelli
nuntereggae piu'
gianni brera
bearzot
monzon panatta rivera d'ambrosio
lauda thoeni
maurizio costanzo
nuntereggae piu'
mike bongiorno
villaggio raffa' e guccini
onorevole eccellenza
cavaliere senatore
don minzoni eminenza
monsignore vossia
nuntereggae piu'
cheri mon amour!
nuntereggae piu'
immunita' parlamentare
nuntereggae piu'
abbassare!
il numero cinque
sta in panchina
si e' alzato male stamattina
nuntereggae piu'
mi sia consentito dire
nuntereggae piu'
il nostro e' un partito serio
certo!
disponibile al confronto
nella misura in cui
alternativo
aliena ogni compromess
ahi lo stress
freud e il sess
e' tutto un cess
si sara' la ress
se quest'estate andremo al mare
soli soldi e tanto amore
nuntereggae piu'
ahi lo stress
freud e il sess
e' tutto un cess
si sara' la ress
e' tutto un cess
si sara' la ress
e vivremo nel terrore
nuntereggae piu'
che ci rubino l'argenteria
nuntereggae piu'
e' piu' prosa che poesia
dove sei tu? non m'ami piu'?
dove sei tu? io voglio tu
soltanto tu dove sei tu?
nuntereggae piu'
ue' paisa'
nuntereggae piu'
il bricolage
il '1518 il prosciutto cotto
il '48 il '68 le p38
nuntereggae piu'
nuntereggae piu'
sulla spiaggia di capo cotta
cardin cartier gucci
portobello illusioni
lotteria trecento milioni
mentre il popolo si gratta
a dama c'e' chi fa la patta
a sette e mezzo c'ho la matta
mentre vedo tanta gente
che non ha l'acqua corrente
e nun c'ha niente
ma chi me sente







mercoledì 19 novembre 2008

Far Oer, Danimarca, il massacro delle balene


Quando i delfini balena si avvicinano alle isole Far Oer della Danimarca è un giorno di festa. Le scuole chiudono e i bambini si recano in spiaggia insieme ai genitori. La popolazione, vestita con i costumi tradizionali, si appresta a ricevere i cetacei.







I delfini balena arrivano in gruppi, molte femmine con i piccoli. Sono animali socievoli, curiosi e non hanno timore dell'uomo. E' il grande spettacolo di autunno per gli isolani. In motoscafo spingono le balene nelle baie dove l'acqua è poco profonda.


Quindi si avvicinano con fiocine di due chili e le piantano più volte nelle carni degli animali finchè non li hanno immobilizzati. I carnefici delle Far Oer possono allora estrarre i coltelli da 15 centimetri e tagliare grasso e carne viva per trapassare la spina dorsale. I piccoli danesi applaudono mentre le balene gridano. Non lo sapevate? Le balene gridano come gli esseri umani quando sono macellate. L'acqua acquista un bel colore rosso sangue. 2.000 balene sono trascinate sulla riva dai coraggiosi abitanti delle Far Oer per essere lasciate agonizzare. La maggior parte marcisce ed è ributtata a mare.
l delfino balena è una specie protetta e non si conosce il numero di esemplari ancora esistente.
Invito i lettori del blog a non recarsi in vacanza nelle isole Far Oer o a comprare prodotti danesi fino a quando questo ignobille massacro durerà.
Inviate una mail alla regina di Danimarca per chiederle di intervenire e promuovete questa iniziativa sul vostro blog.

E' SEMPRE EMOZIONANTE ASCOLTARLO

IO NON MI SENTO SICILIANO


Giorgio Gaber

G. Gaber

(2003)

Io G. G. sono nato e vivo a Milano
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
non è per colpa mia
ma questa nostra Patria
non so che cosa sia.
Può darsi che mi sbagli
che sia una bella idea
ma temo che diventi
una brutta poesia.
Mi scusi Presidente
non sento un gran bisogno
dell'inno nazionale
di cui un po' mi vergogno.
In quanto ai calciatori
non voglio giudicare
i nostri non lo sanno
o hanno più pudore.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
se arrivo all'impudenza
di dire che non sento
alcuna appartenenza.
E tranne Garibaldi
e altri eroi gloriosi
non vedo alcun motivo
per essere orgogliosi.
Mi scusi Presidente
ma ho in mente il fanatismo
delle camicie nere
al tempo del fascismo.
Da cui un bel giorno nacque
questa democrazia
che a farle i complimenti
ci vuole fantasia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese
pieno di poesia
ha tante pretese
ma nel nostro mondo occidentale
è la periferia.

Mi scusi Presidente
ma questo nostro Stato
che voi rappresentate
mi sembra un po' sfasciato.
E' anche troppo chiaro
agli occhi della gente
che è tutto calcolato
e non funziona niente.
Sarà che gli italiani
per lunga tradizione
son troppo appassionati
di ogni discussione.
Persino in parlamento
c'è un'aria incandescente
si scannano su tutto
e poi non cambia niente.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Mi scusi Presidente
dovete convenire
che i limiti che abbiamo
ce li dobbiamo dire.
Ma a parte il disfattismo
noi siamo quel che siamo
e abbiamo anche un passato
che non dimentichiamo.
Mi scusi Presidente
ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini.
Allora qui m'incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
cos'è il Rinascimento.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Questo bel Paese
forse è poco saggio
ha le idee confuse
ma se fossi nato in altri luoghi
poteva andarmi peggio.

Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c'è un'altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido "Italia, Italia"
c'è solo alle partite.
Ma un po' per non morire
o forse un po' per celia
abbiam fatto l'Europa
facciamo anche l'Italia.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.

Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.